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cdg-b-sorbo-montano   Nome scientifico: SORBUS ARIA
  Nome comune: SORBO MONTANO
  Nome locale: Farinaccio
  Famiglia: Rosaceae
  Fioritura: Maggio Giugno
  Frutti: Autunno
  Habitat: Si trova nei boschi di faggio e di quercia esposti al sole, in ambienti rocciosi. Predilige terreni calcarei asciutti da 0 a 1200 metri.


Descrizione

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E’ una pianta piuttosto longeva, cre cresce  lentamente, con apparato radicale molto profondo, costituito da una radice fittonante. Di solito si presenta come un piccolo albero o un arbusto che può raggiungere anche 20 metri. Ha fusto eretto e chioma densa a forma di cupola, con rami raggianti ascendenti.

La corteccia è grigia-brunastra, liscia con piccole screpolature orizzontali negli esemplari giovani, mentre si fessura longitudinalmente e si macchia di bianco, negli alberi più vecchi.

Le foglie sono alterne, ovali con margine irregolarmente dentato e numerose nervature parallele. Sono color verde opaco nella parte superiore, mentre la parte inferiore è ricoperta da una fitta peluria vellutata bianco argenteo che in primavere conferisce alla pianta un aspetto scintillante, ma che in realtà serve per ridurre l’evaporazione dell’acqua.

I piccoli fiori bianchi, delicatamente profumati si raggruppano in grandi corimbi tomentosi. Sorretti da un calice con 5 punte ricoperto di peluria con corolla a 5 petali ovali, lunghi circa 2-3mm.

I frutti sono false bacche arrotondate da verdi a rosso- arancio a maturazione, con polpa gialla, farinosa e possono servire per la preparazione di marmellate e distillati. Esternamente sono picchiettate da puntini scuri e contengono 2 semi.  Durante l’ inverno sono fonte di cibo per gli uccelli.

Anticamente in tempi di carestia, questi piccoli frutti venivano essiccati e macinati. La polvere così ottenuta, aggiunta alla normale farina produceva un pane dal sapore dolciastro, che ha conferito alla pianta il nome popolare di “Farinaccio”.

Il legno del Sorbo montano era usato per la costruzione di antichi utensili e ingranaggi; così duro e compatto, era ricercato come quello del noce. Con la corteccia, si potevano tingere di rosso le pelli.

 

Il suo nome  proviene dal verbo latino “sorbeo” = “assorbo” in quanto i frutti maturi erano usati per ”assorbire i flussi dell’intestino”, cioè per curare la dissenteria. Il termine “aria” probabilmente deriva da “Ari”, antica regione dell’Asia occidentale, luogo di origine della pianta.

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Sorbo montano -- Sorbus aria