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cdg b tamaro 001   Nome scientifico: TAMUS COMMUNIS   (DIOSCOREA COMMUNIS)
  Nome comune: TAMARO  - DIOSCORAEA
  Nome locale: Vite nera
  Famiglia: Dioscoreaceae
  Fioritura: Aprile – Maggio
  Frutti: Settembre-Ottobre
  Habitat: Sottobosco e macchia fitta, luoghi cespugliosi e siepi fino a 800 metri. habitat


Descrizione

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Il Tamaro è una pianta erbacea perenne, sinuosa e rampicante, provvista di una robusta radice carnosa simile a un tubero, ricca di sostanze mucillaginose, da cui in primavera si originano dei fusti eretti simili ai turioni degli asparagi. La loro punta è incurvata verso il basso e tendono ad ancorarsi sugli arbusti vicini, volgendosi sempre dallo stesso lato e prolungandosi fin oltre 4 metri.

Le foglie sono erbacee, di color verde brillante, soprattutto quelle più giovani, alterne, cuoriformi con apice acuminato, portate su lunghi piccioli.

I fiori maschili e femminili sono separati sulla stessa pianta. I maschili in lunghi racemi, con involucro diviso in lobi ampi bianco-giallastri, mentre i femminili hanno l'involucro tubolare che si divide solo in alto in 6 lobi piccolissimi.  

 I frutti sono bacche carnose di colore rosso brillante lucido, riunite in grappoletti, contenenti all'interno tre piccoli semini rotondeggianti.

In passato veniva usato l’interno del rizoma della pianta, ridotto in poltiglia per combattere i reumatismi. La stessa poltiglia applicata sui capelli, rinforzava il cuoio capelluto.

I giovani getti (turioni) di questa pianta possono essere consumati come i comuni asparagi e gustati in frittate o zuppe.

La parola “Tamus” deriva dal nome latino “Uva Tamina” attribuito ad una pianta rassomigliante a una vite. Viene inoltre  chiamata anche Discorea perchè dedicata al medico botanico greco Discoride, vissuto nel I° secolo dopo Cristo. Con l'epiteto 'communis' si sottolinea la diffusione comune della specie.

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Tamaro -- Tamus communis