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cdg b vischio 001   Nome scientifico: VISCUM ALBUM
  Nome comune: VISCHIO COMUNE
  Nome locale: VISCHIO
  Famiglia: Lorantaceae - Viscaceae
  Fioritura: Marzo-Maggio
  Frutti: Settembre-Gennaio
  Habitat: Boschi di latifoglie: pianta semiparassita che vive sui rami della quercia, melo e pero selvatico, pioppo e altre caducifoglie. E' diffusa in tutta Italia, ma non comune.


Descrizione

cdg-b-vischio dis

Il vischio è un piccolo arbusto semi-parassita perché vive in parte a spese della pianta che lo ospita, in cui affonda le sue radici chiamate 'austori', modificate in modo da succhiarne la linfa. E' propagato tramite gli escrementi degli uccelli come tordi, merli ed altri che si nutrono delle sue bacche durante l'inverno.

E' una pianta legnosa, assai ramificata che può raggiungere un'altezza fino a 90 cm, ha fusti verdi consistenti, che presentano scanalature e strie longitudinali.

Le foglie sono poste a 2 a 2 all'estremità dei rametti, di forma lanceolata-spatolata, con evidenti nervature. Hanno un particolare colore verde-giallastro, con consistenza carnosa coriacea e posssono raggiungere la lunghezza di circa 5 cm.

I fiori, sono posti alla fine di ogni fusto, che termina con 2 germogli laterali, formati da 3-5 infiorescenze di colore verde. I fiori femminili sono portati da brevi peduncoli e hanno 4 piccoli tepali a forma deltoidea. I maschili, senza picciolo hanno 4 o più tepali ovati, uniti nella parte inferiore.

I frutti sono piccole bacche sferiche, con diametro da 5-12mm, che compaiono a settembre, del secondo anno, per cadere durante il terzo. Sono semitrasparenti, carnose, di colore bianco perla, contenenti all'interno 2 -3 semini verdi immersi in un  succo appiccicoso e vischioso.  

Talmente vischioso, che in passato serviva alla preparazione artigianale di una "pania" usata per l'uccellagione, una pratica oggi proibita, che aveva lo scopo di catturare uccelli mediante trappole collose.

Il vischio è presente nella farmacopea moderna dalla fine dello scorso secolo, quando furono scoperti i suoi flavonoidi, polisaccaridi e polifenoli dalla spiccata azione antiipertensiva, vasodilatatoria e cardiotonica.

Ma anche nell'antichità il vischio, è sempre stato considerato sacro e venivano attribuiti a questa pianta, poteri miracolosi e taumaturgici, tanto che le storie, le leggende e le usanze che si sono tramandate, sono innumerevoli.

Già 2000 anni fa, secondo Plinio il Vecchio, il vischio veniva adoperato nei riti religiosi col potere di rendere fertili le donne sterili.

In tutta la mitologia nordica era considerato protettore dal fuoco e dai mali, dal fulmine e dalle stregonerie e ritenuto: "quello che tutto guarisce". Anche i Celti lo consideravano pianta sacra, tanto che con  il suo infuso, veniva curata qualunque malattia.

Per i Druidi, aveva un ruolo di primaria importanza, ritenuto sacro per la loro religione. Era colto con uno speciale "falcetto d'oro" nel giorno del solstizio d'estate con cerimonie e riti magigi che garantivano la guarigione da ogni male, la protezione dai nemici e da ogni malvagità.

Sempre dalla mitologia scandinava, giunge l'usanza del bacio sotto il vischio, prendendo spunto da una leggenda che narra le lacrime di "Frigg" (dea vichinga dell'amore e del matrimonio), versate per il figlio ucciso da una freccia.

Dalle lacrime della dea che cadendo, si trasformavano in perle cominciò a nascere il vischio, che miracolò il ragazzo rendendogli la vita. La dea per la felicità, in prossimità di una pianta di vischio spuntata su un ramo, cominciò a baciare suo figlio e le persone che giungevano lì, incuriosite del miracolo avvenuto. Forse da questa e da tante altre leggende come questa, il Vischio è ritenuto pianta ben augurante e portatore di positività, diventando decorazione per eccellenza durante le festività natalizie.

Il suo nome prende origine dalla parola latina ' viscosus' riferita alle sue bacche appiccicose, mentre l'epiteto 'album' significa bianco.

 

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Vischio comune -- Viscum album