Pianta erbacea perenne con rizoma legnoso posto orizzontalmente e con fusto eretto, dritto e senza ramificazioni, alto fino a 1 metro.
Le foglie sono alterne, lanceolate, color verde scuro, presenti su tutto il fusto e diminuiscono di dimensione verso la sommità, diventando più aguzze rispetto a quelle più basse. Le foglie basali sono molto più arrotondate.
I fiori sono raggruppati in lunghi racemi, rivolti verso un solo lato. La fioritura ha inizio partendo dal basso verso l’alto e può perdurare anche per diverse settimane. Il fiore ha forma campanulata, ha un calice con 5 lacinie lenceolate con corolla (lunga un paio di cm) a forma campanulata-tubolosa girata verso il basso, che si divide in quattro lobi di color giallo verdastro.
Esternamente il fiore è liscio e glabro, mentre all’interno presenta una vistosissima peluria bianca. Talvolta sono presenti piccole macchie sul tubo corollino, che servono da richiamo agli insetti impollinatori.
Il frutto è una piccola capsula globosa con apice acuminato, contenente semi bruno-rossastri.
Anche questa pianta, come tutte le Digitali contiene glucosidi cardioattivi velenosi, al punto che solo 10 gr di foglie secche possono procurare la morte.
Sotto stretto controllo medico veniva usata, in passato, come cardiotonico.
Il suo nome scientifico proviene dalla parola latina ‘digitilus’ diminutivo di ‘digitus’, che significa piccolo dito, alludendo alla forma della corolla simile a un ditale. Con l’epiteto ‘lutea’ si descrive invece la sua corolla giallastra.
Fotografata in Cornata
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