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capelvenere   Nome scientifico: ADIANTUS CAPILLUS VENERIS
  Nome comune: CAPELVENERE
  Famiglia: Pteridaceae
  Fioritura: Luglio-Settembre
  Habitat: Luoghi umidi, ombrosi, pozzi, antri di grotte. Rocce che stillano acqua. Da 0 a 1500metri.


Descrizione

Il Capelvenere appartiene alla famiglia delle Pteridaceae, che raggruppano circa 900 specie di felci distribuite in special modo nelle zone calde e temperate del Pianeta. Sembra sia comparsa sulla terra circa 350 milioni di anni fa.

La possiamo trovare un po' ovunque soprattutto vicino alle rocce muschiose, che stillano acqua, in luoghi umidi e ombrosi, riparati dal vento. Per questa sua particolarità nella mitologia, la piccola pianta era legata alle ninfe delle acque e consacrata a Plutone.

E' una piccola pianta erbacea, alta da 10 a 40 cm, con rizoma scuro, strisciante, da cui spuntano i piccioli neri e lucidi che portano le fronde pendule. Le foglie Fronde) sono tenui, delicate, glabre di colore verde chiaro, con lamina a contorno ovato, incisa alla sommità; divise fino a 4 volte.

Gli sporangi sono inseriti in lineette parallele lungo il margine inferiore dei lobi; sono di colore verdastro che diventa marrone a maturazione. I sori sono perpendicolari al bordo del lobo.

La pianta, da sempre ritenuta come valido rimedio per le malattie polmonari, veniva usata anche  come decongestionante bronchiale, adatto a curare tutti i tipi di tosse, per la sua azione emolliente ed espettorante. Per uso esterno era apprezzata per combattere la forfora e per dare lucentezza e vigore ai capelli. 

Nel XVI° secolo lo sciroppo di Capelvenere, mescolato col latte e col te' caldo, costituiva una bevanda detta 'Bavarese', apprezzatissima dalle nobili dame dell'epoca, nonostante la pianta sia debolmente tossica.

Tutt'oggi nella moderna erboristeria è una delle piante più utilizzate per combattere il raffreddore, la tosse e l'influenza.

L'etimologia del suo nome deriva dal greco 'A-diantos' che significa 'asciutto, che non si bagna', riferito alle proprietà idrorepellenti delle sue fronde.  L'epiteto 'capillus Veneris' si riferisce ai capelli della dea Venere, raffinati e neri come i piccioli lucidi della pianta descritti anche da Dioscoride.

Secondo un'antica leggenda, trovare la pianta intorno a un pozzo, sarebbe presagio di buona fortuna.

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Adiantus capillus veneris -- Capelvenere