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cdg f giaggiolo susino 001   Nome scientifico: IRIS GRAMINEA
  Nome comune: GIAGGIOLO SUSINO
  Famiglia: Iridaceae
  Fioritura: Maggio-Giugno
  Habitat: luoghi ombrosi e freschi, al margine di boschi e bordi di sentieri, prevalentemente su terreni calcarei , fino a 1000 metri. Presente nell’Italia centrale e del nord, ad eccezione della Val d’Aosta. Assente nell’Italia meridionale, al di sotto di Toscana, Marche, Lazio.


Descrizione

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Pianta perenne provvista di radice obliqua, rizomatosa e legnosa.

Il fusto è eretto schiacciato, alto fino a 50 cm e porta generalmente uno, due fiori larghi circa 6 cm.

 

Le foglie, che partono direttamente dal rizoma, sono lineari graminiformi, simili a fili d’erba. Lunghe da 30 a 70 cm, o comunque sempre più lunghe degli steli. Sono larghe poco più di un centimetro e sono di colore verde erba, ripiegate lungo la nervatura centrale.

 

I simpatici e profumati fiori hanno una struttura piuttosto curiosa e complessa. Sono formati da una serie di tepali che prima della fioritura sono avvolti su loro stessi, sostenuti da un peduncolo contenente il tubo del perigonio, ricoperto da una membrana trasparente e sottile. Durante l’apertura il fiore è caratterizzato da 3 tepali esterni (3/3,5 cm),di colore blu- violetto con striature biancastre sui lati e l’interno di un bel colore giallo vivo. I tre tepali interni, sono invece rivolti verso l’alto, non hanno sfumature e sono di un bel colore violaceo più scuro. Altri tre stimmi petaloidi, più piccoli e più scuri, emergono dal centro del fiore, sovrapposti ai tepali esterni.

Il frutto è una capsula di forma ovoidale, divisa in tre sezioni, terminanti a forma di becco, al cui interno sono contenuti alcuni semini con la buccia rossastra.

 

Il rizoma di questa pianta, viene usato per conferire l’aroma di violetta ai preparati cosmetici, o comunque viene impiegato come componente per dentifrici e polveri per la pelle.

In passato si facevano succhiare ai lattanti, i rizomi dell’Iris, per aiutare la dentizione.

 

Il nome scientifico ‘Iris’, già usato nel 77-78 d.C. da Plinio nel suo trattato naturalistico, deriva da una parola greca che significa ‘arcobaleno’, per sottolineare le variegature del colore dei suoi fiori. Iris era infatti, la messaggera degli Dei che per giungere sulla terra, scivolava su un arcobaleno e accompagnava dell’Aldilà le anime dei defunti. L’aggettivo ‘gramineus’ si riferisce all’aspetto erbaceo delle foglie della pianta, mentre il nome popolare ‘susino o susinario’ sta ad indicare il colore violaceo del fiore simile a quello delle susine mature.

 

Fotografato dall’amica Paola Sprugnoli nei pressi del torrente Pavone.

Specie protetta

 

                    



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Giaggiolo susino -- Iris graminea