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cdg-f_lino-malvino   Nome scientifico: LINUM VISCOSUM
  Nome comune: LINO MALVINO
  Famiglia: Linaceae
  Fioritura: Maggio-Luglio
  Habitat: margini di boschi, luoghi erbosi, preferibilmente su terreni calcarei. Da 100 a 1800 m. Presente in tutte le regioni d'Italia, no Val d'Aosta, Calabria, Sicilia, Sardegna.


Descrizione

Pianta erbacea perenne che è presente in gran parte delle regioni italiane anche se ritenuta poco comune.

Ha fusti ascendenti, poi eretti, cilindrici ricoperti da densa peluria vischiosa, alti da 30 a 50 cm.

La radice principale è rizomatosa con numerose radichette secondarie.

Le foglie sono alterne, senza peduncolo, di forma ellittica-lanceolata, larghe circa 5/9 mm e lunghe fino a 2 cm. Sono di color verde chiaro, appiccicose, percorse da evidenti nervature parallele con peluria al margine della lamina.

I fiori, portati da brevi peduncoli si si raggruppano in corimbi. Hanno sepali acuminati con bordi ghiandolosi e 5 petali spatolati, facilmente caduchi, lunghi 2/3 cm, di color rosa venato di violetto. Al centro gli stami e gli stimmi sono visibilmente elevati.

Il frutto è una capsula subsferica, che sporge tra i sepali persistenti, contenente semini marroni.

Come le altre specie di lino, anche questa pianta contiene oli, acidi, mucillagini, proteine con proprietà antinfiammatorie, rinfrescanti, emollienti. L'impiego più diffuso dei semi di lino, è quello del cataplasma contro la tosse e la sinusite, applicati caldi sul petto o sulla fronte a più riprese.

Dai semi, ricchissimi di omega 3, si ricava un prezioso olio usato come alimento umano e animale, impiegato anche nelle vernici per la finitura del legno.

Il lino è conosciuto da circa 7000 anni, tanto che le bende usate dagli Egizi per l'imbalsamazione delle mummie, erano fatte di lino.

Il suo nome proviene dal greco 'linon=filo' per la fibra ottenuta da alcune specie. L'attributo specifico allude chiaramente alla viscosità di questa specie.

 

Fotografato nei pressi di Castelnuovo Val di Cecina

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Lino malvino -- Linum viscosum