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cdg f papavero 001   Nome scientifico: PAPAVER RHOEAS
  Nome comune: PAPAVERO
  Famiglia: Papaveraceae
  Fioritura: Aprile-Luglio
  Habitat: E' una pianta invadente dei campi di frumento, si trova lungo le strade di campagna, negli orti e nei prati.


Descrizione

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Pianta erbacea annuale con radice biancastra a fittone contornata di radichette laterali, da cui si dipartono le foglie, riunite in rosetta, poi i fusti, che mediamente possono essere alti 30-40 cm, ma spesso raggiungono anche un metro. Di colore verde scuro, sono ricoperti da peli e se spezzati emettono un latice biancastro, che asciugandosi lascia macchie marronastre.

Le foglie basali sono riunite in una densa rosetta, formate da molteplici incisioni irregolari con margine dentato e sostenute da un peduncolo. Lungo il fusto invece, sono di dimensione più ridotta e di forma più semplice, non hanno peduncolo, ma come le altre, sono ricoperte da peli morbidi e setolosi.  

I fiori solitari, larghi fino a 8 cm di diametro, sono portati su un lungo stelo e prima della fioritura si presentano in boccioli ovali penduli. Il calice è composto da 2 sepali verdi e pelosi, che cadono al momento della fioritura. La corolla ha quattro grandi petali tondeggianti, più larghi che lunghi, sovrapposti, di colore rosso vivo, con una macchia nera alla base e numerosi stami nero-bluastri.

I frutti sono capsule rigide, ovali-oblunghe, con un dischetto ondulato nella parte superiore come un piccolo coperchietto, che a maturità si apre tramite dei forellini, per lasciar uscire i piccolissimi semini nero bluastri contenuti al suo interno. Ogni pianta può produrre in media, da 10.000 a 20.000 semi, che rimangono vitali nel terreno anche fino a 40 anni!

Le piante giovani del papavero sono comunemente chiamate "rosole" o "rosolacci" . Vengono raccolte in primavera, prima della fioritura e possono essere usate in cucina insieme ad altre erbe selvatiche, lessate e passate nel tegame con aglio e salvia, o gustate in altre preparazioni. Ottime anche per cucinare i risotti.

La pianta è usata da sempre, nella medicina naturale come leggero sedativo e se ne possono fare infusi di petali per combattere la tosse insistente e per conciliare il sonno. Però, anche se non presenta la pericolosità del papavero da oppio, anche il nostro comunissimo Rosolaccio, deve sempre essere usato con molta precauzione perchè contiene alcaloidi.

 

La parola "Papavero", proviene dal latino "Papaver", a sua volta dal celtico "Papa", che significa pappa, perché era usanza mescolare piccole porzioni di questa pianta, alla pappa dei bimbi per conciliarne il sonno. La parola di origine greca "Rhoe", significa "scorrer via" e sta ad indicare la breve vita dei petali.

In passato, con i petali del papavero, ricchi di "antociani", veniva ricavata una tintura, utilizzata dalle donne, per colorare le labbra e le guance.

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Papavero -- Papaver rhoeas