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cdg f bucaneve 001   Nome scientifico: GALANTHUS NIVALIS
  Nome comune: BUCANEVE - STELLA DEL MATTINO
  Famiglia: Amaryllidaceae
  Fioritura: Febbraio-Marzo
  Habitat: Boschi di golena e di forra, prati e zone umide in penombra, fino a 1800 m. Assente in Sardegna.


Descrizione

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Piccola e graziosa pianta perenne di aspetto erbaceo munita di un bulbo ipogeo a forma ovoidale di circa 3 cm, con tuniche avvolgenti color bruno scuro.

Ogni anno, facendosi strada anche attraverso il manto nevoso crescono dal bulbo nuove foglie e fiori.

Le foglie inferiori sono piccole guaine membranose, mentre le superiori, lunghe da 10 a 20 cm sono nastriformi, lineari, di consistenza piuttosto carnosa con evidente nervatura centrale. Appaiate a 2 a 2, larghe circa 3-5 mm, ricoperte da una pruina cerosa color verde azzurro.

L’infiorescenza è pendula, portata da un peduncolo eretto alto fino a 30 cm, che termina con una piccola spata trasparente che sovrasta e protegge il fiore. Questo è di colore bianco, striato, delicatamente profumato, lungo circa 2 cm e mezzo, composto da 3 tepali esterni e 3 interni pressati l’uno all’altro, lunghi la metà degli esterni, con una tipica macchia verde a forma di V rovesciata.

Il frutto è una capsula ovoide e carnosa lunga 6-8 mm. Il nome del genere Galanthus è composto da “gala”=latte e “anthos”=fiore, due parole greche che descrivono le caratteristiche del fiore.

La parola “nivalis” dal latino “neve”, si riferisce invece al periodo invernale di fioritura. Riguardo alle proprietà medicinali del Bucaneve, il poeta Omero, nell’Odissea (800/700a.C. circa), narra che Mercurio avesse consegnato a Ulisse questa pianta, da usare come antidoto contro i filtri magici della maga Circe. In tempi molto più recenti, intorno agli anni 1960, il principio della “Galantamina”, alcaloide contenuto nel Bucaneve, venne commercializzato come preparato analgesico col nome di “Nivalin”.

Recentemente invece la galantamina, trova impiego in farmaci per rallentare la progressione dell’alzheimer. Di questo fiore, ritenuto da sempre simbolo di vita, di speranza e di purezza, si fanno riferimenti storici che si perdono nella notte dei tempi. Sembra che Icaro, dopo lo sfortunato volo, venisse sepolto da Dedalo nell’isoletta di Ikarta nel Mar Egeo e si narra che il tepore del sole abbia fatto spuntare queste piantine, proprio dalle lacrime del vento.

Anche nella religione cristiana e pagana, si trova il Bucaneve protagonista di tante storie. Così si dice che Eva, triste perché scacciata dal Paradiso, avesse trovato conforto nel vedere fiorire dei bucaneve, fatti miracolosamente sbocciare da un angelo. Il candore del fiore è associato alla Purificazione di Maria, nella celebrazione della Candelora (2 febbraio), credenza che deriva da antichissimi riti, quando le ragazze indossavano il fiore come simbolo di purezza.

Questo piccolo e raro fiore fu introdotto in Inghilterra, dalla Regina Elisabetta I, prelevandolo dalle zone selvatiche delle nostre Alpi. Il Bucaneve è una specie protetta da speciali leggi regionali che ne vietano la raccolta e la distruzione.

 Fotografato vicino alle rive del Pavone, nel bosco delle Cerrete.

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Bucaneve - Stella del mattino -- Galanthus nivalis