Si tratta di una specie particolare di Centaurea, che allo stato spontaneo è presente solo sul territorio italiano, in particolare sulle rocce serpentinose della Toscana centromeridionale.
E' ritenuta un'entità a rischio, anche se attualmente non protetta da specifiche leggi regionali.
E' una pianta erbacea perenne con fusto sottile, eretto, lignificato nella parte basale e ramoso verso l'alto, che può raggiungere 50-70 cm. di altezza.
Le foglie della rosetta sono addensate, un po' carnose, di color verde scuro opaco, suddivise in tanti segmenti sottili, filiformi larghi poco più di un millimetro e lunghi fino a 1 cm e mezzo. Durante il periodo della fioritura tendono a seccarsi e a scomparire. Le foglioline che si trovano lungo lo stelo, sono alterne, molto più piccole e rade.
L'infiorescenza è costituita da fiori di color rosa-violaceo grandi fino a 1 cm, racchiusi da un involucro ovoide composto da brattee squamose che fanno da base ai fiori centrali (tubolosi) e a quelli periferici (ligulati). Le brattee, disposte in modo embricato, hanno il margine più o meno dentellato, con piccole ciglia nerastre.
I frutti sono acheni oblunghi, di colore grigio scuro, senza pappo, di circa 2-3 mm.
Il nome della pianta viene associato al Centauro Chirone, esperto di medicina, che la utilizzò per curarsi le ferite provocate dalla lotta con Ercole.
L'epiteto 'aplolepa', proveniente dalle parole greche 'aplos e lepos=semplice e squame', vuole descrivere la parte squamosa del ricettacolo, mentre 'maremmana' sta ad indicare la zona geografica dove maggiormente si trova la pianta.
Fotografata sul Poggio della Marruca
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