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cdg f cardo dei lanaioli 001   Nome scientifico: DIPSACUS FULLONUM
  Nome comune: CARDO DEI LANAIOLI (SCARDACCIONE SELVATICO)
  Famiglia: Caprifoliaceae
  Fioritura: Giugno-Agosto
  Habitat: Frequente lungo i bordi di strade , sentieri e fossati. Nelle aree incolte piuttosto pietrose. Fino a 1400 m.


Descrizione

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Pianta erbacea biennale munita di robusta radice fittonante, che nel primo anno produce la rosetta basale, da cui nell'anno successivo sorgerà un fusto eretto, alto fino a due metri.

Questi completamente ricoperti di spine, sono rigidi e legnosi e si biforcano all'apice.

 

Le foglie basali si sviluppano a inizio primavera in un'ampia e vigorosa rosetta. Hanno un corto picciolo, grandi fino a 30 cm, color verde brillante, oblunghe, con superficie glabra, mentre nella parte inferiore sono presenti numerose spine, particolarmenti evidenti lungo le nervature. Lungo il fusto sono più piccole e accoppiate. Le foglie di questa pianta formano una specie di conca, all'attaccatura del fusto che serve a trattenere l'acqua piovana.

 

Le infiorescenze si trovano al termine del fusto riunite in capolini ovoidali di 5-8 cm, hanno brattee sporgenti rigide e spinose che superano la lunghezza dei fiori. Le corolle, rapidamente caduche, sono di colore violaceo-malva.

La fioritura ha inizio dalla corona centrale del capolino per proseguire contemporaneamente, sia verso il basso che in alto.

I frutti sono acheni angolosi di circa mezzo cm di lunghezza, racchiusi nel tubo dell'involucro. I semi, maturi in autunno sono appetibili per numerose varietà di passeracei.

 

La pianta ha proprietà diuretiche riconosciute fin dall'antichità e ancor oggi viene apprezzata in infusi e decotti, dalla moderna erboristeria. Ma l'utilizzo che fin dagli Egizi, ha reso famoso questo cardo è nella la fase di "cardatura" della lana. I lanaioli infatti, dopo aver raccolto e fatto essiccare le infiorescenze della pianta sui loro steli, le utilizzavano in una prima fase di districamento e pulizia della lana dalle impurità.

 

Oggi la pianta è ritenuta infestante, ma si può prestare per gradevoli composizioni floreali.

Il nome popolare "Cardo" deriva dal latino "Carduus" che signifia "raschiare". La parola "Dipsacus" derivante dal greco "Dipsa" significa "sete", riferito alla riserva d'acqua trattenuta dalle conche formate dalle foglie.

La parola "Fullonum" invece, deriva da "Fullonica", che nel medioevo indicava il luogo dove avveniva il finissaggio delle stoffe, trattamento che ancor oggi si compie tecnologicamente su molti tessuti, per migliorarne l'aspetto.

                    



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Cardo dei Lanaioli -- Dipsacus Fullonum