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cdg f cicerbita 001   Nome scientifico: SONCHUS OLERACEUS e SONCHUS ASPER
  Nome comune: CICERBITA - MOSCIOLO - GRESPINO
  Famiglia: Compositae - Asteraceae
  Fioritura: Marzo-Ottobre / Raccolta: fine inverno e primavera
  Habitat: Comune nei luoghi coltivati, al margine dei campi e viottoli, su tutti i tipi di terreno, fino a 1700m.


Descrizione

cdg-f-cicerbita dis

Piante erbacee annuali o biennali, alte fino a 1 metro, con apparato radicale costituito da una profonda e robusta radice fittonante contornata da numerose radichette laterali.

Le due piante sono molto simili, tanto che le uniche differenze si possono notare nelle foglie meno giovani, che nel Sonchus asper, sono più rigide e leggermente spinose. Inoltre la fioritura di questa specie è probabile che resista anche durante la stagione invernale.

Entrambi hanno fusto eretto, ramoso fin dal basso, cavo e glabro, di color verde glauco talvolta con sfumature rossastre.

Le foglie che formano la rosetta basale, sono morbide, opache, (più rigide nel S. asper), di forma estremamente variabile, con i bordi frastagliati, increspati triangolari, portate su picciolo. Quelle lungo il gambo non hanno peduncolo e si presentano talvolta acuminate e pungenti, con nervature rossastre.

L'infiorescenza è un rado corimbo formato da capolini  di circa 2-3 cm di larghezza. I fiori hanno un involucro piriforme, con squame verdi lanceolate, sono tutti ligulati, di colore giallo pallido.

I frutti sono piccoli acheni provvisti di pappo setoso, solcati da costolette rugose.

Ottimo commestibile, questa pianta si può gustare anche cruda in insalata. Molto apprezzata in cucina per il suo sapore dolce, è adatta da mescolare con altre erbe spontanee, dal sapore più intenso e più amaro, per innumerevoli preparazioni.

In erboristeria è usata per le sue proprietà aperitive, amaricanti e diuretiche, nonchè immuno-stimolanti. In passato, con le sue radici  torrefatte si preparava un'ottima bevanda che sostituiva il caffè.

Anticamente si riteneva che le foglie della Cicerbita fossero in grado di rianimare e ridare la forza agli uomini e agli animali, tanto che Plinio il Vecchio, ci tramanda nei suoi scritti, che Teseo, prima di entrare nel leggendario "Labirinto" per uccidere il Minotauro, avesse consumato una pietanza a base di Cicerbita, perché potesse conferirgli il coraggio necessario.

 

La parola Cicerbita deriva da "cicer" (cece) per i suoi semi piccoli di colore aranciato che ricordano il colore dei ceci. "Oleraceus" , dal latino "oler"=verdura e "aceus"=simile, significava: simile a una verdura da orto. Mentre la parola "sonchus", che proviene dal greco  significa "molle", riferito alle proprietà antinfiammatorie della pianta. Ovviamente con l'epiteto 'asper', si descrive la rigidità delle foglie.

                    



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Cicerbita -- Sonchus oleraceus--Sonchus asper