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cdg-f-giglio-san-giovanni   Nome scientifico: LILIUM BULBIFERUM
  Nome comune: GIGLIO ROSSO O GIGLIO DI SAN GIOVANNI
  Famiglia: Liliaceae
  Fioritura: Maggio-Luglio
  Habitat: Radure, pendii umidi e erbosi, boschi di latifoglie, terreni calcarei da 500 a 2000 m. Non è presente in Sicilia e in Sardegna


Descrizione

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Pianta erbacea perenne munita di un piccolo bulbo squamoso, fascicolato, dal quale si diparte un robusto fusto cilindrico alto fino a 80 cm.

Le sue foglie si presentano numerose lungo tutto il fusto, sparse, lineari, lanceolate, acuminate, progressivamente più ristrette verso l'alto. Di colore verde lucido percorse da numerose nervature.

 

I fiori, molto belli e appariscenti possono essere solitari o in gruppi di 3-5, ma anche fino a 10 elementi, riuniti in racemi lassi, portati da brevi peduncoli. Sono composti da 6 grandi petali ellittici-acuminati rivolti verso l'alto, color arancio vivo con vistose punteggiature scure a rilievo con 6 lunghi stami con antere violacee.

Il frutto è una capsula ovoide di 4 cm contenente numerosi semi appiattiti e scuri, che maturano a settembre.

 

La pianta è presente scolpita nei bassorilievi assiri e veniva utilizzata come ornamento dei templi.

Il suo nome scientifico proviene dalle parole latine "Lilium", con la quale venivano indicati i gigli e "Bulbiferum" che significa: "portatore di bulbo".

Il nome popolare di "San Giovanni", si riferisce al periodo di massima fioritura della pianta, che coincide a fine giugno con la festa di San Giovanni.

 

Questa bella pianta è protetta dalle leggi regionali a tutela della flora, inserita nella "LTR" (Lista Rossa Toscana) delle specie protette, perché preda di raccoglitori sconsiderati, ma soprattutto di cinghiali golosi del suo bulbo.

Noi l'abbiamo osservata a Poggio Mutti, Fosini (Riserva Cornate) e Botro ai Buchi (nei pressi di Volterra).

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Giglio di San Giovanni -- Lilium bulbiferum