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cdg-f-stramonio   Nome scientifico: DATURA STRAMONIUM
  Nome comune: STRAMONIO COMUNE (Erba del diavolo)
  Famiglia: Solanaceae
  Fioritura: Giugno-Ottobre
  Habitat: luoghi ruderali, terreni sassosi o con detriti, margini di strade. Frequente nelle zone sub-montane, predilige terreni ricchi di azoto. Fino a 900-1000m.


Descrizione

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Lo stramonio è una pianta esotico-naturalizzata, originaria dell’America Centrale, introdotta in Europa verso la fine del XVI°secolo, dalle popolazioni nomadi che la usavano come pianta medicinale. Infatti la specie è altamente tossica per l’elevata concentrazione di alcaloidi, in particolare la ‘scopolamina’, presente in tutte le sue parti e concentrata soprattutto nei semi.

E’ una pianta erbacea annuale con un profondo apparato radicale, formato da un lungo e robusto fittone fusiforme, con varie biforcazioni che si insinuano facilmente nei terreni sassosi, fino a discrete profondità. Può presentare un’elevata variabilità, sia nell’altezza che può raggiungere anche i 2 metri, sia nell’aspetto che può presentarsi cespuglioso o ramificato come un vero alberello.

I fusti hanno forma cilindrica; eretti, semplici o ramificati, di colore verde scuro e sfumature violacee; con rami biforcati che si succedono dividendosi a due a due (Dicotomia).

Le foglie sono alterne, piuttosto grandi (fino a 20cm), portate su un lungo picciolo robusto, dilatato alla base. Hanno forma ovale, base asimmetrica e apice appuntito; bordo variamente inciso in lobi più o meno grandi, sinuati, dentati. La superficie superiore delle foglie è di colore verde scuro, mentre l’inferiore, più chiara, presenta nervature prominenti, principali e secondarie terminanti all’apice dei lobi. Se strofinate emettono un odore sgradevole.

Il fiore è solitario, inserito nelle biforcazioni del fusto o posto all’estremità dei rami, portato da un peduncolo corto. Ha un calice allungato tubolare, rigonfio nella parte più bassa, composto da 5 sepali saldati da cui si sviluppa la corolla, glabra, bianca talvolta con sfumature violette. Ha forma tubolare-imbutiforme con 5 petali, lunghi anche oltre 10cm, pieghettati e racchiusi a ventaglio all’interno del bocciolo, prima della fioritura. Le belle corolle candide si schiudono completamente solo verso sera, per richiudersi dopo circa 1 giorno. Soprattutto di notte emanano un intenso profumo che attrae le farfalle notturne.

Il frutto è una capsula ovale, verde, marronastra a maturità, divisa in 4 valve, con superficie ricoperta da aculei lunghi fino a 1 cm e mezzo. All’interno di ogni loggia si rovano dei piccoli semi reniformi e rugosi, lunghi un paio di mm.

Da sempre lo stramonio è conosciuto per le sue proprietà ipnotiche, allucinogene, narcotiche, sedative e antidolorifiche. In passato veniva usato, con buona dose di rischio, come antidolorifico e narcotico negli interventi chirurgici. La pianta era già nota e coltivata dagli Aztechi che ne fumavano le foglie arrotolate contro l’asma e il tremore.

Il suo nome ‘Datura’ proviene da una parola indiana che significa ‘mela spinosa’, con chiaro riferimento al frutto; mentre l’epiteto si pensa che possa derivare da ‘solor=io consolo, io salvo’, dato che somministrata a bassi dosaggi, la pianta provoca euforia. Oltre che per scopi terapeutici, lo Stramonio era usato anche nei rituali magici-spirituali deglia Sciamani, dei Druidi e delle streghe europee. Per questo motivo, da sempre viene popolarmente chiamata ‘erba del diavolo e delle streghe’.

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Stramonio comune -- Datura stramonium