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BAGNO DI SAN MICHELE anna stefano

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A pochi km dall'abitato di Montecerboli, nella suggestiva valle che il piccolo torrente Radicagnoli ha scavato nelle rocce di gabbro, si trovano i ruderi del “Bagno di San Michele” o di “Spartacciano”, apprezzato sito termale già conosciuto in età romana.  Le prime notizie documentate risalgono solo al 1512, quando il luogo, gestito dagli stessi monaci dell'eremo sovrastante, era diventato meta di lebbrosi e sofferenti di malattie artritiche. In seguito le strutture esistenti vennero più volte ampliate e modificate per poter ospitare un maggior numero di ammalati, fino alle ultime ristrutturazioni fatte eseguire, ai primi dell'800 ad opera di F.de Larderel conte di Montecerboli. In seguito verso la metà del 1900, purtroppo la struttura ormai in disuso, venne abbandonata e tristemente lasciata a consumarsi nel tempo.

Oggi, seminascosto tra le piante di edera che lo ricoprono, resta appena visibile il rudere della parte residenziale, che ospitava anche una chiesetta e un originalissimo ponte a campate asimmetriche digradanti che oltrepassa il torrente Radicagnoli. L'originale ponte coperto veniva utilizzato dagli ospiti, che in questo modo potevano accedere alle loro stanze, direttamente  dalle vasche termali e dalla piscina, situate oltre il torrente, di cui se ne possono osservare i resti. 

Le preziose acque termali carbonato-solforose scaturivano allora da tre distinte sorgenti, ciascuna con una temperatura diversa che variava da 34° a 51°, con virtù terapeutiche adatte alla cura dei dolori, paralisi, piaghe e malattie della pelle.

!!!E' ancora visibile una delle piscine contenente acqua termale, ma è assolutamente vietato e sconsigliato introdurvisi all'interno per il rischio di improvvisi crolli!!! 

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