arcoDall’ottocentesco arco che si apre sull’antica Porta alla Pieve, si accede nel centro storico del paese, che sebbene rimaneggiato nel corso dei secoli, conserva ancora la morfologia di un castello, con le sue antiche costruzioni, le piccole strade, le mura e le dimore dei suoi illustri personaggi che l’hanno reso grande.
Appena entrati ha inizio la via intitolata al famoso chimico Paolo Mascagni, “principe degli anatomici”, plurilaureato, scopritore dell’acido borico di cui ne conseguì il brevetto, che nacque nel 1755 in un palazzo di questa strada quando ancora si chiamava “Via del Piano”.

All’inizio della via si trova l’ interessante “Museo di Arte Sacra”, recentemente inaugurato, che dà accesso all’adiacente tomba etrusca, scoperta nel 1934 e costituita da 5 camere sepolcrali scavate nel tufo risalenti al IV° secolo a.C.
parrocchialeProprio accanto, c’è la bella “ Parrocchiale”, dedicata al culto di San Giovanni Battista. L’edificio che risale al secolo XII°, mantiene la sua austera facciata originale, con 5 snelle arcate cieche in pietra arenaria e un portale sormontato da lunetta. L’interno della chiesa si presenta ristrutturato più volte fino al 1834, con discutibili rifacimenti, non proprio in armonia col suo antico stile. Ha 3 navate interne, dipinte a “guazzo” nel 1833 dal pittore neoclassico Luigi Ademollo.
La chiesa custodisce pregevoli opere pittoriche, come la tela “Madonna con Santi” del 1525 dipinta da Vincenzo Tamagni; l’”Annunciazione di Cristo” di Cristofano Roncalli detto il Pomarancio , una bella tela con “Madonna” attribuita a Nicolò Cercignani detto Pomarancio il Vecchio ed altre preziose tele che abbelliscono le varie cappelle. Sopra l’Altare Maggiore, fatto erigere dalla famiglia De Larderel nel 1834, si trova un grande Crocefisso ligneo del XIV sec., proveniente dal diruto Castello Acquaviva del Bulera. Sul lato sinistro, sopra la Sagrestia è collocato un prezioso organo a canne del 1700.
Anche nell’adiacente battistero trovano spazio pregevoli dipinti del Roncalli e di Antonio Cercignani e il prezioso presepe del XVI secolo dello scultore Zaccaria Zacchi, inserito in uno spazio a nicchia, affrescata dal Tamagni.
Proseguendo la passeggiata nella storica via, a fianco del Battistero troviamo Palazzo Burroni, dimora di Paolo Mascagni e quasi di fronte Palazzo Tabarrini, dove visse il nostro illustre concittadino ministro dell’Istruzione, statista e senatore dopo l’Unità d’Italia.
Sulla sinistra si apre il Vicolo del Muraccio, che termina con una ripida scala di pietra, appositamente costruita per poter accedere al “Gioco”. Il piazzale così denominato, fu creato alla fine del 1700, allorchè un bando del Granduca, a seguito delle lamentele dei concittadini, proibì il gioco del pallone (una specie di calcio fiorentino), nella Contrada di Petriccio, centro del Castello di Pomarance.
piazza-cavurAndando di nuovo avanti nella via Mascagni, troviamo altri vicoli caratteristici alternati ad antichi palazzi, alcuni risalenti al XII° secolo, che ospitarono le botteghe di famosi e sapienti artigiani pomarancini e che ci accompagnano fino alla piazzetta Cavour, un tempo chiamata Piazza del Vicariato. torre-civica 1Qui si innalza la Torre Civica, alla cui base è collocato il Leone del Marzocco, simbolo della dominazione fiorentina fin dal 1472, quando Volterra perdette la giurisdizione su Pomarance, a seguito della disfatta nella guerra delle “Lumiere”. Proprio accanto c’è l’austera facciata del Palazzo del Vicariato con i suoi stemmi in arenaria e in maiolica, appartenuti ai Podestà che fino al XVIII° secolo  amministrarono la giustizia del Comune. Nell’altro lato della piazza, si trova il Palazzo Pretorio che custodisce 3 affreschi di Vincenzo Tamagni e accanto si apre il Loggiato del Comune che ospitava i mercati settimanali fin dal medioevo. Oggi in questo spazio sono stati collocati: un portale in arenaria del 1525 e parte della colonna originale che sorreggeva il Leone Fiorentino del Marzocco, distrutto dal passaggio di un blindato tedesco, nell’ultimo conflitto mondiale. In attesa di migliore collocazione, in un angolo del loggiato è appoggiata l’antica campana del 1332, con le sue affascinanti leggende. Proveniente dal Monastero di San Michele di Spartacciano, di recente è stata tolta e sostituita dalla Torre Civica, dove venne collocata dopo l'abbandono dello stesso Monastero.
Pochi passi più avanti, si apre la Porta a Casolle o Di Piazza, che si affaccia sulla Vallata del Cecina. Dalla parte opposta, la breve discesa di Via Costarella ci porta invece, alla piccola Chiesa della Misericordia dedicata a San Carlo Borromeo. Questa venne fatta costruire nel 1615 a spese del “Prete Cesare di Giovanni Matteo”, nipote del cosmografo Antonio Santucci. (Famoso per l'elaborazione delle “Sfera Armillare”).
Addentrandoci nel vicino piazzale panoramico, i resti della Casa Torre del Barbarossa (secolo XI°) in precario equilibrio sulla voragine delle Grotte, testimoniano quanto rimane dell’antico borgo dei Casalini, distrutto dallo stesso movimento franoso che già nel 1855 aveva inghiottito le costruzioni più antiche del “Cassero”. Qui si trovavano l’ospedale e la Chiesa di San Michele al Santo, che allora veniva chiamata Sancto Michele di Ripomarance. La galleria Antonio Santucci ci riporterà di nuovo alla piazzetta Vicariale.

 

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