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marmini appr

08 tombe marmini  017

Lungo l’antica strada che conduceva verso il piano dell’Era fu stata  ritrovatala più grande necropoli della città etrusca.
La zona, interessata dagli scavi fin dal 1700, quando Curzio Malaparte presumibilmente riuscì a identificare su antiche carte della zona, la presenza di monumenti funerari. Ma la frenesia di accrescere le collezioni di ricchi privati, fece disperdere la maggior parte dei materiali scoperti, che solo in parte confluirono in seguito, al Museo Guarnacci.
Nel 1828 parte dei preziosi reperti furono acquistati dal Granduca Leopoldo II° e in seguito ceduti al Museo Archeologico di Firenze, dove ancora sono conservati.

Negli ultimi scavi eseguiti negli anni 1970-71, sono state rinvenute una ventina di tombe parzialmente danneggiate e inaccessibili, con sepolture risalenti al 4°-5° sec. a.C.
08 tombe marmini  018Le più accessibili che possiamo tuttora visitare sono i 2 ipogei dei ‘Marmini’ risalenti al periodo intorno al 3°-1° sec a.C.
Nella prima tomba si accede tramite un lungo ‘dromos’ con doppia rampa di scale che scendono in profondità, dove si apre un unico ampio locale, con grande pilastro centrale di tufo, che sostiene la volta ricavata in un blocco di pietra panchina.
Circonda la parete un’ampia banchina funebre semicircolare, dove erano allineate le urne fatte di pietra arenaria o di alabastro e finemente decorate con raffigurazioni della vita del defunto.
Insieme alle urne, erano deposti dei vasi e il corredo funerario, che comprendeva cibo,  bevande e  oggetti di uso quotidiano. Naturalmente non mancavano i bellissimi gioielli e gli strumenti tipici del lavoro esercitato in vita, utensili in osso, avorio e monete.   Anche nella seconda tomba i corredi funerari rinvenuti erano simili, come le urne e i vasi in terra cotta, calcare locale o alabastro.
Come per l’altro ipogeo,  si accede da un ampio vestibolo quadrato nel quale si aprono 4 piccole nicchie funerarie dove sono presenti le banchine per la deposizione delle urne cinerarie.

 

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Necropoli del Portone – I Marmini