Da Biancanelle a Botro al Rio

anna stefano paolo

16.6 km, 00:00:00

Coordinate punto di partenza: 43°18'30.16"N 10°55'39.40"E   google maps cane-guinzaglio estate-no
- Percorso il : 22/09/2014 - Tempo impiegato: 06:42:00 h - Tempo in movimento: 05:23:00 h
- Distanza percorsa: 16,50 km - Dislivello tot. In salita: 857 m - Pendenza: med. 8,9% max. 44,0%
Verificato il: maggio 2020
- Note: Niente da segnalare.
- Difficoltà : EE
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Da Biancanelle a Botro al Rio

Attraverso i luoghi meno conosciuti della riserva di Berignone

Se un giorno volessimo conoscere meglio l’estesa e selvaggia Foresta di Berignone e andare oltre le frequentatissime mete del Masso delle Fanciulle e del Castello  dei Vescovi, sarebbe senza dubbio consigliabile una lunga passeggiata che dal fiume Cecina, ci possa portare verso il boscoso versante meridionale di Monte Soldano. grotta-rossa-disgno-di-marcella-2Da qui potremmo ridiscendere e seguire il ciottoloso Botro al Rio che con le sue interessanti  caratteristiche  geologiche ci riporterà fino a fondo valle. Un percorso di sicuro meno conosciuto, ma certamente molto interessante e coinvolgente.

Lasceremo la nostra auto vicino ai locali "pompe- acquedotto", qualche centinaio di metri prima del guado del Mulino di Berignone. Attraverseremo a piedi la nostra Cecina e ci incammineremo  lungo il sentiero lambendo l’esteso incolto del piano di Casinieri, per poi  entrare nel fitto bosco di lecci, facendo attenzione alla deviazione che prenderemo sulla sx. Dopo poche decine di metri il sentiero pianeggiante, che si snoda nell’ombroso bosco, inizierà a salire lungo l’antica carrareccia che  un tempo portava al podere.

Il tratto di circa 1,5 km presenta un discreto dislivello, ma se percorso con la giusta andatura, in breve tempo ci porterà nei pressi delle rovine di Casinieri.  Una volta arrivati, ci addentreremo nelle sterpaglie odorose di elicriso e nepitella dell' adiacente campo ormai incolto, dove potremo ristorarci con le estese vedute verso la Valle del Cecina e del Pavone.

Questo luogo, in passato ha rappresentato un riferimento strategico per il nutrito gruppo partigiano che stazionava e operava nella Foresta di Berignone.

Continueremo il cammino in direzione N lungo la stradina, fino ad incontrarne una più grande proveniente da Monte Guidi. Svolteremo a sx e discenderemo lungo la comoda strada bianca, che porta verso il fondo valle dove scorre il torrente Sellate. Qui svolteremo di nuovo a sx e oltrepassato il guado di cemento, dopo pochissimi metri, dovremo fare molta attenzione per poter individuare sulla dx, l'inizio del sentiero (coord.43°19’28,0”N 10°55’53,6”E) che ci porterà, sempre in costante dislivello, a risalire il versante centrale della Riserva, totalmente immersi in un ombroso bosco composto prevalentemente da lecci e essenze sempreverdi che si mescolano a querce, cerri e roverelle. 
grotta-rossa-disgno-di-marcellaDopo aver percorsi poco più di 7 km , giungeremo nei pressi di un incrocio di sentieri, dove dovremo svoltare a dx in salita e proseguire per qualche decina di metri, fino a un secondo crocevia più piccolo, ancora sulla dx, in discesa verso ESE.

Qui il tracciato si fa a mano a mano sempre più aperto e il fitto bosco lascia lentamente spazio ai tipici arbusti della macchia bassa, con gli immancabili cespugli di lentisco, fillirea, erica e ginepro che talvolta celano estesi insogli frequentati dai cinghiali. Continuando a scendere, gli spazi saranno sempre più  ampi, fino ad aprirsi all'improvviso e mostrare sulla nostra sx, strapiombanti pareti di conglomerato lacustre, che testimoniano la potente azione erosiva del piccolo Botro al Rio.  Più avanti, scendendo praticamente nell'alveo del corso d'acqua,  si può osservare ancora l'impressionante spessore delle formazioni rocciose che col loro colore rossastro creano particolarissimi ambienti di alto valore naturalistico, che seguono le anse del torrente fino alla confluenza col Sellate.   (Appr. Conglomerati)

Giunti nel greto del botro, saremmo tentati di percorrerlo tutto, ma per non perderci la visita al sovrastante Castello dei Vescovi proseguiremo sul sentiero.   Dovremo prestare particolare attenzione nella ricerca del percorso, di non facile individuazione sull’argine opposto del corso d’acqua!!!  Una volta trovato, ci rassegneremo a percorrere,  un tratto particolarmente impegnativo di ripida salita, che però risulterà piuttosto breve. Lungo il cammino, sulla dx, ancora arditi panorami sul singolare torrente, finché non  ci avvicineremo in direzione SE all’incrocio del sentiero proveniente da Dispensa. Qui svolteremo a dx sull’ampio e comodo tracciato, osservando un gran numero di sorbi e altri piccoli frutti selvatici. Percorsi 500 metri circa arriveremo sulla via proveniente dal Pian degli Zoccoli che attraversa tutta la  parte bassa della Riserva fino al Capannone. La seguiremo svoltando ovviamente a dx  e godendo delle ampie vedute in direzione Pomarance e Volterra e in breve tempo davanti a noi si scorgerà vicinissima l’inconfondibile sagoma del Castello dei Vescovi, che fino ad ora vedevamo in lontananza nascosto dalla vegetazione.

Ammireremo a distanza quel che rimane della sua struttura, che stoicamente tenta di resistere all’implacabile passare del tempo. (Appr. Castello dei Vescovi)

Scenderemo ora lungo gli ampi tornanti verso il fondo valle, dove il Botro al Rio confluisce con il Sellate, regalandoci la vista di un grosso conoide ghiaioso proprio nel punto di immissione dei due torrenti, popolarmente chiamato 'Palla di Sansone'. Percorreremo pressoché  in piano la  comoda e ombrosa strada, dove si susseguono boschi di carpino nero e bianco, con le immancabili felci che abbelliscono i costoni di conglomerato. Dopo un paio di chilometri raggiungeremo l’ampio spazio verde in prossimità del Capannone, antico punto di ritrovo e di riferimento per la febbrile, dura attività di boscaioli e carbonai.

I boschi di Berignone in passato venivano sfruttati come riserva di legname utilizzato per le caldaie di evaporazione delle vicine saline di Volterra. Oggi questa area è stata dotata di numerosi tavoli e barbecue  per accogliere i visitatori. Riconoscibile per la presenza di alcuni centenari cipressi è circondata da freschi boschi a prevalenza di cerro, pioppo, olmo e frassino, in compagnia di un gigantesco melo selvatico che primeggia nel piazzale.

Proseguiamo ancora per la vecchia via in direzione della sbarra d’ingresso, fino a che sulla sx un cartello indicatore ci farà deviare lungo il sentiero che attraversa il maestoso bosco adiacente al fiume, che in autunno ci regala numerose varietà di funghi. Qui abbandoneremo il tracciato ufficiale per seguire su una piccola carrareccia che risale il versante opposto (coord.43°19’45,8”N 10°54’59,0”E). In questo punto dobbiamo fare un po' di attenzione e cercare di individuare con pazienza questa piccola strada che ci porterà a risalire il versante del poggio. Passeremo così attraverso il bosco, poi lungo coltivi abbandonati per arrivare alla sommità fino alle rovine del grande podere Gesseri, dove in passato hanno abitato grandi famiglie patriarcali dedite all'agricoltura e alla pastorizia,  composte anche da  30-40 persone! Ciò conferma quanto la cultura del 'poggio abitato' abbia segnato la tipicità della nostra storia agricola e dell’insediamento umano, addirittura fin dal lontano tempo degli etruschi, come testimoniano alcuni ritrovamenti di tombe e gioielli fatti nella seconda metà del 1800. (Appr. "L'Oro di Gesseri")

Dai paraggi del grande podere, sarà possibile spaziare  in ampie vedute a 360°, gustandoci la vastità  e la selvaggia bellezza dei rilievi collinari che ci accolgono con le loro forme morbide e ondulate.

Scattate le ultime foto verso l’infinito paesaggio e recuperate un po'di energie, scenderemo lungo l’aspra discesa argillosa in direzione del fiume Cecina. Ai bordi della strada si notano affioramenti di alabastro e si possono rinvenire belle cristallizzazioni di Selenite, popolarmente chiamata "Specchio d'Asino". (Appr. Selenite)

Arrivati in fondo, lambendo i vasti coltivi che si spingono fin sulle rive del corso d’acqua, passeremo in prossimità dell'antico "Mulino di Berignone", che per lungo tempo in passato, ha sfruttando l’energia dell’acqua  proveniente dal Masso degli Specchi. Oggi  completamente ristrutturato è adibito a residenza per le vacanze.

Di nuovo attraverseremo il Cecina e con alcune centinaia di metri ancora, saremo di nuovo al punto dove abbiamo iniziato questo lungo, alternativo viaggio nella natura selvaggia del Bosco di Berignone.

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