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Acquaferrata  -  Fattoria Caselli  -  Cascate dello Sterza

anna stefano paolo

10.1 km, n/a

Coordinate punto di partenza: 43°13'49.81"N 10°43'2.31"E   google maps cane-guinzaglio estate-no
- Percorso il : 15/06/2013 - Tempo impiegato: 04:58:00 h - Tempo in movimento: 04:29:00 h
- Distanza percorsa: 9,78 km - Dislivello tot. In salita: 541 m - Pendenza: med. 9,0% max. 9,0%
Verificato il: nov. 2016
- Note: Niente da segnalare.
- Difficoltà : E
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DESCRIZIONElinea sep

Questo itinerario ci introdurrà nella Riserva Naturale di Caselli, seguendo anche un percorso escursionistico allestito a scopo didattico per l’educazione e il rispetto all’ambiente, che con l’aiuto di cartelli esplicativi,ci fa riscoprire interessanti caratteristiche della zona dal punto di vista storico e naturalistico.
Giunti all’incrocio della “Gabella” si prosegue per circa 4 Km sulla SP 18 in direzione Canneto, oltrepassando l’area di sosta della “Pompa”(dove di solito si lascia l’auto per l’escursione del Ritasso e Castiglione)percorriamo ancora circa 600 m. fino a raggiungere,sulla nostra dx, l’incrocio per la Riserva di Caselli. Imbocchiamo la stradina sterrata in salita che affianca un vecchio podere ed entriamo nel bosco fino a raggiungere la sbarra di ingresso per la Riserva, dopo circa 400 m.
Parcheggiata l’auto,daremo inizio alla nostra passeggiata,incamminandoci per un sentiero ampio, (n.15 di “Acquaferrata”)che ci introdurrà in un bosco di cerro, molto alto e fitto. Saliamo per una discreta pendenza in un viottolo pieno di sassi, ma ben percorribile e ben segnato. Lungo questo tratto è frequente vedere vecchie carbonaie,antiche testimonianze che ci parlano dello sfruttamento del bosco.  Saliamo ancora nella fitta e fresca vegetazione per incontrare, dopo circa 400 m., una carrareccia trasversale,che oltrepassiamo percorrendo per poche decine di metri una giovane tagliata, per rimetterci poi nuovamente nel folto del bosco. Continuiamo a salire il nostro sentiero disseminato di numerose tracce che testimoniano il passaggio e il pascolo di numerosi ungulati. Oltre ai battuti “trottoi” e operosi “grufolii”, abbiamo anche modo di osservare alcuni “insogli”, piccole pozze d’acqua stagnante e melmosa,in cui i cinghiali amano rotolarsi cospargendosi le setole di fango, al fine di sbarazzarsi dei fastidiosi parassiti cutanei. Proseguendo tra grandi lecci, saliamo ancora in direzione occidentale, affianchiamo altre piccole carbonaie e dopo un curioso castagno in mezzo al viottolo, il percorso si fa ora più piacevole e pianeggiante. Incrociando una strada ampia la superiamo e ci soffermiamo per leggere un cartello esplicativo intitolato “Governo del Bosco” che ci spiega come in passato veniva tagliato e gestito il bosco stesso. Proseguiamo fino al prossimo incrocio, dove volteremo a sx. Su un nuovo pannello possiamo leggere “Il Ciclo del Legno” che illustra la funzione e la vita dei funghi. Passiamo in un ampio castagneto,impiantato a suo tempo per il sostentamento alimentare di coloro che abitavano nella zona, quindi un’ennesima carbonaia molto ampia ed aperta. Un altro cartello ci dà delucidazioni sulla vita dei carbonai e sulla loro opera e ci racconta la storia di generazioni di boscaioli e carbonai che per secoli hanno percorso le mulattiere ed i sentieri, oggi usate da noi visitatori come piacevoli itinerari naturalistici. Dopo una staccionata e delle piccole scalette, il sentiero ci porta alla “Conca del Leccio”,una grande e singolare depressione del bosco dove in mezzo fa bella mostra di sé uno stupendo esemplare di questa pianta così familiare legata a numerose storie e tradizioni della nostra campagna.
Procedendo nel percorso in leggera discesa, troviamo una strada bianca che imboccheremo sulla dx. Questa ci porterà, costeggiando una delle solite scialbe pinete, verso il laghetto. Oltre la pineta si intravedono dei campi che vengono appositamente seminati perché i cinghiali presenti nella riserva possano reperire facilmente del cibo.
Proseguiamo quindi verso sx in direzione della fattoria, salendo per la stradina bianca, dove iniziamo a trovare alcune inequivocabili tracce di escrementi di lupo. Proseguiamo ancora voltando a sinistra per arrivare alla Fattoria di Caselli.  Appr.1 La Fattoria e il Laghetto di Caselli.
Visitiamo la struttura dall’esterno, soffermandoci a fotografare, arriviamo fino sotto le mura e vicino al cortile, dove si possono vedere basse strutture complementari alla grande fattoria e un piccolo cimitero circondato da cipressi. Continuiamo il nostro itinerario verso un bosco di lecci oltre la piccola chiesetta, fino a un incrocio dove volteremo a dx, guidati come sempre dai segnali convenzionali dipinti sugli alberi. Usciamo dal bosco, ancora verso dx nella strada bianca che porta al ponticello del Torrente Rivivo. Abbiamo percorso finora circa 6 km e proseguiremo ancora sulla strada carrabile molto ben tenuta che si fa più pianeggiante, fino a imboccare sulla sx, un sentiero che ci condurrà alle Cascate dello Sterza. Si può già sentire il fragore dell’acqua, quando scendiamo le piccole scalette che ci condurranno fino al greto del fiume per goderci lo spettacolo.   Appr.2 I Torrenti Rivivo e Sterza.
Dopo le immancabili foto e una sosta ristoratrice, rifacciamo il percorso a ritroso verso la stessa strada bianca principale, fino al ponticello sul Rivivo (8km e 500m percorsi).Anzichè prendere il sentiero di prima, saliamo dolcemente fino all’incrocio, dove proseguendo a dx, arriveremo agevolmente fino alla nostra auto.
Questo piacevole ed interessante percorso si snoda per una lunghezza di circa 10 km e 300 m. per una durata di tempo dalle 3 alle 4 ore, comprese le soste per le immancabili foto ed il tempo necessario per assaporare a pieno la straordinaria atmosfera di questi boschi così ricchi di storia.