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Tra Fumarole e Biancane
Da Sasso Pisano a Monterotondo 

anna stefano paolo

6.5 km, 20:54:58

Coordinate punto di partenza: 43°09'56.8"N 10°51'58.6"E   google maps cane-no estate-no
- Percorso il : 27/03/2011 - Tempo impiegato: 03:50:00 h - Tempo in movimento: 02:41:00 h
- Distanza percorsa: 7,00 km - Dislivello tot. In salita: 413 m - Pendenza: med. 11,0% max. 38,0%
Verificato: agosto 2020
- Note: Purtroppo dobbiamo riconfermare, quanto già osservato lo scorso anno,  riguardo le opere che rendevano il sentiero fruibile a tutti. Infatti le scalinate, i passamano e il fondo di alcuni tratti,  danneggiati già da tempo, continuano a rendere sicuramente più difficoltoso e meno accessibile il tragitto stesso.  Anche se questo non ci ha impedito di proseguire e di goderci il fascino di questo luogo unico, ci è sembrato giusto segnalarlo a chi decidesse di visitare questi luoghi, poiché potrebbe trovare delle difficoltà che prima non c'erano.
- Difficoltà : E
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DESCRIZIONElinea sep

Affascinante escursione a cavallo tra le province di Pisa e Grosseto, un anello di circa 7 km con un dislivello di 400 metri, che ci porterà a conoscere una delle aree geotermiche tra le più importanti al mondo per lo sfruttamento industriale e la produzione di elettricità utilizzando l'energia che si sprigiona dal sottosuolo. 

Siamo partiti dal parcheggio nei pressi del campo sportivo di Sasso Pisano, in direzione sud, seguendo il sentiero che in costante salita, immerso in un lussureggiante castagneto, ci ha portato sul versante opposto della collina.

Attualmente all'inizio del nostro percorso, se pur segnalato dalla sentieristica ufficiale, troveremo uno sbarramento di rete, che probabilmente impedisce l'abbandono di materiali ingombranti dell'adiacente spazio. Anche se possiamo facilmente superare l'ostacolo, sulla sx, grazie a una piccola apertura nella vegetazione fatta dagli escursionisti, si raccomanda il massimo rispetto del luogo, trattandosi anche di proprietà privata. 

Proseguiamo da questo punto sempre in discreta salita attraversando l'ombroso bosco di castagni, notando fin da subito la conformazione delle rocce che ci circondano. Il rosso dei ciottoli che rendono anche un po' difficoltoso il nostro cammino, ci anticipa infatti alcune vecchie cave di diaspro, che aprono ancora le loro voragini al margine della vegetazione.

Nonostante la salità un pò sconnessa, il tracciato si presenta ugualmente piacevole e ben curato, allietato ogni tanti da colorati cespugli di Brugo fiorito. Proseguiamo quindi, sempre ignorando i 3 piccoli incroci che in successione, si troviamo sulla nostra sx, finché a un tratto, l'ambiente cambia improvvisamente lasciando spazio a un terreno biancastro dove la vegetazione è quasi assente.

Ci troveremo così in breve tempo in mezzo allo spettacolare Parco delle Biancane, una zona dove la forte aggressione chimica dell'acido solfidrico e di altri componenti dei fluidi geotermici, ha prodotto l'alterazione e lo sbiancamento delle rocce, trasformando in gesso i diaspri e i calcari presenti in tutta l'area e stravolgendo i colori del paesaggio intorno a noi. L'ambiente così particolare ha influito e ha modificato anche la vegetazione della zona, tanto che le piante hanno assunto l'aspetto di veri e propri endemismi. Non è raro trovare esemplari centenari di Quercia sughera (Quercus suber) e Cerro sughera (Quercus crenata), che riescono a trovare il loro habitat a ben 700 metri di altitudine, grazie al calore sprigionato dal sottosuolo, nonostante le loro caratteristiche di piante eliofile e xerofile che temono i climi freddi. Lungo tutto il nostro avvincente percorso, saremo accompagnati anche da rigogliosi cespugli di Brugo (Calluna vulgaris) un'Ericacea in grado di colonizzare terreni molto acidi e che alla fine dell'estate dipinge questo paesaggio con stupende fioriture color malva.                                                                  Proseguiamo sempre risalendo fino a trovarci immersi in un ambiente inconsueto dove le rocce alterate assumono sempre nuove tonalità di colore, alternando tutte le sfumature del rosso, del giallo, del grigio e del viola che ci regalano un effetto cromatico di particolare suggestività.

Arriveremo così in cima alla collina per goderci il superbo panorama che dalle Colline Metallifere spazia fino al mare mostrando nelle giornate più limpide, perfino le isole dell'Arcipelago Toscano. Sullo sfondo, il maestoso refrigerante della vicina centrale di Monterotondo e in basso la conca delle Biancane, tra pennacchi di vapore e il chiarore delle rocce fumanti.  Molto interessante e spettacolare è l'anfiteatro naturale che si trova nella parte più bassa dell'anello, che col suo bagliore quasi accecante ci regala un'atmosfera sempre più surreale.

Continuando il tortuoso tracciato di scalette, ponticelli e staccionate, scorriamo lungo il perimetro di questo singolare luogo, ammirando da ogni prospettiva i particolari colori che lo dipingono e la straordinaria varietà delle piante che caratterizzano tutto l' ambiente. Ritornati ad incrociare di nuovo il sentiero da cui siamo provenuti, avremo l'accortezza di svoltare a sx per un nuovo tracciato che lambendo un castagneto e un piccolo laghetto ci porterà alla sommità del versante che guarda Sasso Pisano.

Da questo punto dovremo prestare attenzione ai passamano e alle scalinate in legno (in parte purtroppo degradate dall'incuria e dagli eventi meteorologici), fino a raggiungere un pendio pietroso dove cammineremo su un suolo ancor più arroventato. Saremo accompagnati dal gorgoglio del fluido geotermico che in alcuni punti scaturisce dalle fessure sotto forma di acqua e fango formando piccole pozze bollenti, perciò cercheremo di osservare e fotografare a dovuta distanza questo luogo così surreale. I vapori che fuoriescono dalle fratture delle rocce hanno una temperatura intorno a 100° e sono costituiti per il 95% da vapore acqueo e per il resto da anidride carbonica, ammoniaca, metano, acido borico, vari gas nobili e acido solfidrico (idrogeno solforato) responsabile del tipico odore di uovo marcio che si sente nella zona.

lavatoioScendendo ancora, raggiungeremo un punto dove l'azione delle manifestazioni geotermiche, ha creato una specie di alta trincea fumante al cui interno il vapore e l'odore si concentrano come in un girone infernale e dove le rocce intorno mostrano luccicanti cristallizzazioni di zolfo nativo.  Davanti a noi il panorama della vallata del Cornia e del piccolo borgo di Sasso Pisano ci accompagnerà fino allo spiazzo asfaltato che segna la fine del percorso.  (approf. Sasso Pisano)
Volteremo a dx verso il paese per visitare le recenti strutture del "Biolago", da dove , proseguendo in una strada che costeggia un parcheggio, vicino al cimitero, raggiungeremo, con un breve percorso in discesa, l'antico lavatoio pubblico alimentato da una sorgente termale a 36°.


Con un po' di tempo ancora a disposizione, ci porteremo verso il centro storico del paese, che conserva un affascinante aspetto medievale, con le sue curiosità e con l'interessante piccolo museo etrusco.

Per arricchire ulteriormente la nostra escursione, potremmo proseguire in direzione Serrazzano, con una visita agli scavi archeologici delle Terme del Bagnone, un insediamento termale etrusco romano, già riportato nella 'Tavola Peutingeriana', un'antica mappa stradale usata dai romani. (approf. Terme di Bagnone)

Geo&Geo. Montagne di Vapore

Questo è un breve documentario trasmesso su RAI 3 che descrive questi luoghi.