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Anello della Nera

anna stefano paolo

7.6 km, 00:00:00

Coordinate punto di partenza: 3°25'45.58"N 10°54'21.36"E   google maps cane-guinzaglio estate-no
- Percorso il : 19/10/2013 - Tempo impiegato: 04:19:00 h - Tempo in movimento: 03:05:00 h
- Distanza percorsa: 7,80 km - Dislivello tot. In salita: 512 m - Pendenza: med. 12,1% max. 42,2%
Verificato il: 11-05-2019
- Note: Niente da segnalare.
- Difficoltà : E
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Questo percorso con il suo mosaico di ambienti diversi ci guiderà alla scoperta della Riserva Naturale di Montenero, la più piccola dell’Alta Val di Cecina, ma ugualmente ricca di testimonianze storiche e paesaggistiche. Ci sorprenderà il variare del paesaggio, a tratti ricoperto da ombrosi boschi a contrasto con gli aspri speroni di roccia che sbucano dai fianchi del monte;  ora dalle profonde vallate che si alternano alle colline argillose della vicina valle dell’Era, ma soprattutto ci sorprenderanno le  dolci verdi campagne, morbide, sconfinate che sembrano accompagnare il nostro sguardo fino all'infinito.


Per raggiungere il punto di partenza del nostro itinerario, percorreremo da Volterra, la SS68 in direzione di San Gimignano, fino al vicino incrocio di Roncolla, dove svolteremo a sx per raggiungere dopo circa 4 km, l’abitato di Prato D’Era. Ci dirigeremo quindi sempre verso dx in direzione di Ulignano e imboccheremo l’ampia strada bianca iniziando a risalire le pendici del Montenero, per arrivare dopo 3,3 km al punto di partenza del nostro tragitto, che per nostra comodità decideremo di percorrerlo in senso antiorario. Superata la catena di ingresso della riserva, dopo circa duecento metri raggiungeremo il vero e proprio anello e seguiremo i cartelli indicatori e i soliti segnali bianco - rossi, iniziando a percorrere in discreta salita il bel sentiero NM1 all’interno di uno splendido bosco, circondati da innumerevoli varietà di felci.
cdg f maggiociondolo 001Dopo le fatiche dei primi 700 m. di ardita salita, l’occasione per riprendere fiato, ci è data dal bel panorama che si presenta di fronte a noi. Infatti in direzione nord est si può già intravedere tra la vegetazione la “Pieve della Nera” e alla nostra dx il superbo costone di roccia chiamato “Dente del Montenero”, che domina sull’intera vallata del torrente Strolla. Spaziando con la vista verso ovest, ci affacciamo invece, sulle dolci colline di creta che circondano l’etrusca Volterra. Immancabilmente il grido e il volo di qualche rapace, che nidifica fra queste rocce, ci farà compagnia. Proseguiremo ancora il nostro cammino salendo per poco, attraversando con un comodo sentiero pianeggiante, uno stupendo bosco di lecci e latifoglie, dove in primavera fanno bella mostra di sé le fioriture del Maggiociondolo. Approf. Maggiociondolo


nera tanaCi fermiamo a fotografare alcune curiose tane, scavate in un pendio, sicuro rifugio di animali selvatici e proseguiamo fino a incontrare poco dopo,  un rimboschimento di Pino marittimo con l’immancabile sottobosco di essenze della Macchia Mediterranea. Dopo aver percorso complessivamente 2,5 km, giungiamo vicino a un altro punto di ingresso alla Riserva, quello in prossimità della Villa di Ulignano di cui se ne intravede il profilo tra gli alberi. Imboccheremo quindi la stradina bianca che conduce all’agriturismo “Il Cafaggiolo” e la seguiremo praticamente fino nei pressi dell’ingresso, dove svolteremo a sx per rispettare la proprietà privata della struttura. Da qui scendiamo velocemente verso il fondovalle, da cui poi dovremmo risalire per raggiungere dopo circa 700 m. la “Pieve della Nera”Approf. Pieve della Nera


Qui ci soffermeremo per una pausa di ristoro, nonché per osservare la struttura della chiesetta e coglieremo l’occasione, con una piccola deviazione di qualche centinaio di metri, per raggiungere i resti del  piccolo cimitero e del castello sul vicino poggio calcareo di Casalone.  Approf. Castello della Nera


Riprendiamo il nostro cammino percorrendo per un tratto la strada bianca di accesso alla chiesa, che ricalca l' antico percorso medievale del sale e poco dopo raggiungeremo un’ imponente quercia secolare nelle vicinanze della struttura in pietra della piccola sorgente chiamata “Fonte del latte”, recentemente ripulita e restaurata.  Qui sgorga tuttora  un’acqua, che secondo le credenze popolari del passato, era ritenuta miracolosa ed aveva la proprietà di garantire il latte alle mamme che l’avessero bevuta, lasciando un piccolo oggetto come pegno alla Madonna. Proseguiremo poi in leggera discesa la nostra strada, ponendo particolare attenzione ai segnali che troveremo sulla sx. In corrispondenza di un pianoro, che ci mostra numerose varietà di bacche e frutti selvatici, nonché un piccolo laghetto artificiale ricolmo di piante acquatiche, taglieremo in direzione sud ovest, riavvicinandosi alla Valle dello Strolla.
Dopo aver costeggiato un' oliveta, guadagneremo di nuovo il bosco a prevalenza di leccio, che in primavera ospita la fioritura di numerose varietà di orchidee. 


Con una piccola deviazione di 200 metri, varrà sicuramente la pena di affacciarsi ad un altro punto panoramico che ci mostra l’imponenza della ripida vallata circondata dalle rocce ofiolitiche, con le tipiche garighe di Cisto femmina, Cisto rosso, Cisto di Montpellier e di Elicriso. Tornando indietro fino all’incrocio che avevamo lasciato, continueremo a scendere lungo il sentiero che ci porterà nel “Bosco delle Liane”, per scoprire poco dopo, le suggestive e spettacolari limpide cascatelle che forma il torrente Strolla.  Approf. Torrente Strolla


Con un po' di batticuore supereremo l'ardito passaggio roccioso che ci permette di attraversare e osservare le cascate. Alla nostra dx, l'acqua proveniente da monte precipita in un'ampia pozza, poi scivola sulle pareti levigate con un salto di circa 30 m, lasciando un piccolo passaggio per poter superare lo strapiombo e proseguire per qualche metro sul dirupo roccioso fino a ritrovare il solito tracciato. Percorreremo ancora circa 800 m in salita,  per concludere il nostro anello fino al punto di partenza e raggiungere l'auto.

 

Il tragitto di questo itinerario è assai breve, ma fisicamente impegnativo per il discreto dislivello di tutto l’anello, ma la ricchezza e la sequenza degli ambienti tanto diversi e straordinari, nonché l’emozionante passaggio sulle rocce levigate dalle cascate, ci regaleranno sicuramente sensazioni indimenticabili.