Da caprareccia a botro al fico

Colori e sfumature d'autunno

anna stefano paolo

16.1 km, 07:01:31

Coordinate punto di partenza: 43°21'43.71"N 10°55'6.52"E   google maps cane-guinzaglio autunno
- Percorso il : 07/11/2020 - Tempo impiegato: 7:01:00 h - Tempo in movimento: 4:24:00 h
- Distanza percorsa: 16,8 km - Dislivello tot. In salita: 719m - Pendenza: med.8,8% max 27,3%
Verificato il: .................
- Note: Niente da segnalare.
- Difficoltà : E
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Un nuovo percorso ad anello che ci porta a scoprire altri angoli caratteristici della Riserva Naturale di Berignone, che soprattutto durante la stagione autunnale, sembra colorare i suoi paesaggi, con pennellate dalle mille sfumature.

 

caprareccia a botro al fico 002Per raggiungere l'ingresso della Riserva, nostro punto di partenza, ci dirigiamo in direzione di Mazzolla, svoltando una prima volta nella stradina che scende a sx e dopo pochi metri di nuovo a sinistra in ripida discesa. Dopo aver percorso poco meno di un chilometro ci troveremo sulla dx un piccolo piazzale sterrato dove poter lasciare le nostre auto e lì vicino, la sbarra che delimita la grande riserva e che costituisce uno dei 4 ingressi. (coord: 43°21'43,3''N 10°55'07,7''E)

caprareccia a botro al fico 003Ci incammineremo oltre la sbarra, attraversando il ponticello del torrente Fosci, per proseguire sulla comoda strada bianca che in leggera, costante salita ci porta a lambire la struttura del podere il Pino, recentemente ristrutturato e adibito ad attività agricola e ricettiva.

Il Pino era una casa colonica, antica proprietà della Mensa vescovile di Volterra fino al 1842. Agli inizi dell'800, in regime di mezzadria, il terreno circostante il podere veniva coltivato con vigneti e olivete intervallate da campi di grano, orzo e avena.

E' stato abitato da famiglie di contadini fino agli anni '50, che si dedicavano all'agricoltura e all'allevamento del bestiame.

 

Da questo punto, continuiamo a camminare per poche centinaia di metri finché sulla nostra sx, si aprirà un bivio con un'antica strada alberata di cipressi (43°21'20,3''N 10°55'48,0''E), che in breve tempo ci porterà a scorgere la vecchia struttura di 'Casa al Rospo' detta anche 'Casa nuova'.

Il vecchio podere, ormai ridotto a un affascinante rudere venne trasformato in caserma delle guardie forestali fino ai primi degli anni '60.
Nelle vicinanze, vengono via via seminati ampi spazi, destinati all'alimentazione degli animali selvatici.

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caprareccia a botro al fico 004 caprareccia a botro al fico 004Continuiamo ancora, dopo aver superato la vecchia struttura, oltrepassando due filari di cipressi allineati che delimitano il viale che ci accompagnerà fino a un piccolo viottolo  che sembra immergersi dentro al fitto del bosco.

Seguiremo abbastanza facilmente il percorso, che riporta anche vecchie segnature bianco-rosse, apprezzando le molteplici varietà di funghi che rallegrano il nostro passaggio con  le loro forme bizzarre  e i mille diversi colori. 

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caprareccia a botro al fico 008Continuiamo per circa 400m, fino a ritrovare davanti a noi la comoda strada bianca, delimitata da boschi a prevalenza di pini impiantati negli anni '50 e '60. La  imboccheremo verso sx, in discreta salita,  fino a raggiungere gli inconfondibili olivi di Caprareccia, preziosi testimoni di una storia lontana.

Il podere di Caprareccia,  non è semplicemente un toponimo associabile ad antichi allevamenti e pascoli di capre, ma scavando tra le antiche storie, sembra che abbia l'onore di essere stato edificato proprio sul poggetto dove una volta si trovava l'antico castello di Monte Soldano, appartenuto ai Vescovi di Volterra e  distrutto nel 1218 dall'antagonista Comune volterrano.

 caprareccia a botro al fico 008L'edificio sorge nei pressi di curiose piattaforme di strati rocciosi sedimentari di Arenaria (formatesi in ambienti lacustri del Miocene superiore 7/8milioni di anni fa), che digradano scivolando verso la vallata.

 

Ci fermiamo in questo affascinante luogo, custode di mille curiosità, per ammirare le preziose olivete che sembrano scivolare via dalla collina, mentre atri piccoli olivi secolari si tengono aggrappati ai caratteristici muretti di pietre che li circondano. In lontananza ammireremo i bei panorami che da Volterra, passano tra i grigi calanchi di Mazzolla, fino a confondersi coi pennacchi di vapore delle centrali geotermiche della Valle del Diavolo.

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Riprendiamo di nuovo il cammino ancora sulla comoda strada bianca in direzione Sud,  per raggiungere, in circa 700m un incrocio di vie, anticamente chiamato 'L'Imposto' dove avanzeremo per poche decine di metri sulla via verso sx, che condurrebbe a Monte Soldano. A questo punto in prossimità di un percorso (43°20'33,7''N 10°56'18,9''E), ci sposteremo verso dx, (sentiero n.5), entrando in un maestoso bosco a prevalenza di cerri e lecci, che colora l'ambiente con le sue sfumature autunnali.

Proseguiamo sempre avanti, seguendo le flebili tracce bianche e rosse, ignorando i piccoli incroci che lo attraversano.

Dopo circa 150 m di cammino, immersi completamente in mezzo a boschi maestosi, ci troveremo all'improvviso nel punto panoramico delle 'Pietruccolaie', che ci mostra in lontananza i paesaggi collinari dominati dalla Rocca Sillana.

Gli anziani raccontano che una volta le massaie volterrane e dei dintorni, venivano a raccogliere alcune di queste pietre, scegliendone di varie dimensioni tra le più lisce e a forma di uovo. Se ne servivano poi come supporto da infilare nei calzini per poterli rammendare più facilmente!

 

caprareccia a botro al fico 008caprareccia a botro al fico 037Da qui volteremo in discesa sulla nostra sx per proseguire fino al punto in cui una breve depressione creata da due collinette (da noi chiamata Piazza agli Aceri) 43°20'14,6''N 10°56'29,1''E), ci mostra uno spettacolare bosco di carpini, aceri e ornielli che sembrano gareggiare tra loro per mostrarci i più bei colori  dell'autunno.

 

caprareccia a botro al fico 031In questo punto si incrociano più sentieri, quindi dovremmo fare attenzione nel prendere quello giusto che in leggera salita punta in direzione SE lasciandosi sulla dx il percorso di 'Botro al Fico',  che percorreremo invece durante la fase di ritorno.

 

caprareccia a botro al fico 037Immersi in questo gradevolissimo ambiente seguiamo il nostro tragitto nel fitto del bosco, piacevolmente punteggiato da tante varietà di funghi. Ogni tanto non sarà difficile notare qualche 'termine di confine' che in passato serviva a delimitare confini e diritti di ceduazione, come riportano ancora le sigle scolpite sulla pietra.

caprareccia a botro al fico 037Ad un certo punto, dopo aver camminato per circa  700m, in prossimità di un grande insoglio fangoso, volteremo bruscamente sulla dx , (43°20'09,0''N 10°56'56,5''E) immettendoci sul sentiero n 7 che da qui prosegue in costante discesa. Sempre accompagnati dalla maestosità dei boschi silenziosi, intervallati da declivi ricoperti di foglie colorate d'autunno continuiamo il nostro piacevole viaggio in questa affascinate foresta.

Ci accorgeremo di essere arrivati al termine della discesa, non appena intravediamo la strada carreggiabile pianeggiante che dirige verso il Capannone, che imboccheremo proseguendo sulla nostra dx.

Anche qui ci sorprenderà la grandiosità delle piante, mentre il sottobosco si esibisce con i colori e la varietà dei piccoli frutti e delle bacche autunnali, che noteremo su tutto il nostro cammino. Arriveremo così poco prima della struttura del  vecchio podere 'Capannone', dove volteremo sulla dx, iniziando a seguire il percorso n. 6 di 'Botro al Fico'. (Coord: 43°19'46,2''N 10°55'20,9''E)

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caprareccia a botro al fico 037Da subito attraversiamo un grande bosco planiziale che ci accompagnerà finché inizieremo a salire in uno stretto percorso più scosceso. Ad un certo punto cominceremo a vedere sulla nostra dx le ampie pozze e le cascatelle del Botro al Fico, circondate da maestosi massi scavati dal passaggio dell'acqua. Sarà opportuno prestare la massima attenzione per proseguire lungo l'argine del botro, soprattutto nei punti in cui sarà necessario attraversarlo per agevolare il nostro percorso. Procederemo sempre in salita, circondati anche qui da una grande e varia vegetazione: dalle immancabili piante di fichi che probabilmente hanno dato il nome al piccolo corso d'acqua, alle curiose piantine di alkekengi, che misteriosamente hanno scelto questo habitat da abbellire con i loro lampioncini rossi.

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Dopo circa Km2,500 giungeremo nuovamente in prossimità di 'Piazza agli aceri', incantandoci ogni volta per la bellezza del luogo e proseguiremo sulla sx fino a portarci di nuovo verso le 'Pietruccolaie', quindi verso 'l'Imposto',  per continuare fino a Caprareccia.

 

caprareccia a botro al fico 037caprareccia a botro al fico 037Questa volta, arrivati in prossimità del vecchio podere, ci concediamo una brevissima deviazione su una stradina che scende sulle lastre di roccia alla nostra sx, e che attraversando il bosco per poco meno di un centinaio di metri, ci porterà nei pressi dei ruderi di un'antica fonte legata all'attività della distilleria.

 

caprareccia a botro al fico 037Nel 1852 il Granduca Leopoldo II° di Toscana ebbe l'idea di impiantare a Caprareccia una distilleria, ricavando degli ottimi distillati dalla macerazione del corbezzolo, del ginepro e di altre essenze tipiche del bosco di Berignone.  Il prodotto veniva esportato con successo, anche in Gran Bretagna, come attesta un vecchio catalogo relativo all'Esposizione universale di Londra del 1862, descritti come:.....''Volterra present Gin and spirits of the arbustus......''

 

caprareccia a botro al fico 049Dopo la breve visita, ripercorriamo di nuovo la via del ritorno e proseguiamo in discesa fino a superare il podere 'Il Pino' e il ponte sul Fosci per raggiungere le nostre auto.

 

 

Allietati dalla vista del borgo di Mazzolla, che pare osservarci dall'alto della sua collinetta,  concludiamo soddisfatti la nostra interessantissima passeggiata autunnale.

 

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