Corno al Bufalo e la Valle del Linari

10.2 km, 00:07:50

profilo panorami 1 Monterufolino-Calcedonio panorami 2 ginepro panorami 7 edifici-minerari edifici-minerari-2
panorami 4 linari panorami 5 miniera-di-rame-1 miniera-di-rame-2 miniera-di-rame-pipistrello cascatella-1 cascatella-2
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partenza Località di partenza:

Villa delle 100
stanze
Monterufoli

arrivo Località di arrivo:  ''
Dislivello salita 480
Perdita elevazione:  ''
Pendenza media:  ''
Pendenza massima:  ''
Lunghezza percorso: 11,3 Km
Tempo impiegato: 3h 45'
difficolta Difficoltà: E
Punti di appoggio: Nessuno
Rifornimento di acqua: Non ci sono
Sequenza dei sentieri:

Descrizione itinerario

La zona interessata da questo percorso si trova all’interno della Riserva Naturale di Monterufoli, per lo più sul territorio del comune di Pomarance.

Per raggiungere il punto di partenza con la propria auto, partendo da Pomarance, dobbiamo seguire la strada provinciale che porta verso Saline, che  percorreremo per un paio di km, voltando a sx all'incrocio per Micciano e Libbiano. Oltrepasseremo il ponte sul fiume Trossa, dopo il quale svoltiamo a sinistra per la comunale che ci porterà al grazioso borgo di Libbiano, che merita una visita tra i suoi vicoletti e le graziose case di pietra sapientemente restaurate. (Appr: Libbiano )

Superato il borgo dobbiamo seguire la strada bianca che porta verso il cuore della Riserva in direzione di Monterufoli, finchè dopo aver percorso circa 6km, troveremo sulla nostra sx, una sorgente e un’area ristoro, dove lasceremo la nostra auto.
Prendiamo la stradina che a monte sale in ripida pendenza fino all’accesso secondario della “Villa delle Cento Stanze”, interessante struttura settecentesca che sorge sulla sommità del Poggio di Monterufoli. Dopo le foto di rito, continueremo il nostro percorso scendendo per la strada principale della villa, per proseguire, circa a metà della discesa, su una stradina a sx, che attraversando un fitto bosco di lecci ci conduce a Monterufolino.  Questa  struttura rurale, che  appare completamente restaurata,  un tempo serviva da supporto alla grande villa.(Appr: Villa di Monterufoli)

Purtroppo nel campo sottostante il fabbricato, appare una distesa di pannelli fotovoltaici, che nonostante servano ancora a soddisfare parzialmente  l'alimentazione elettrica delle due strutture, gran   parte di essi, risulta in disuso e in abbandono. Costretti a lambirli, scenderemo lungo tutto il campo, ci teniamo sulla sx, fino a un’ apertura dalla quale ha inizio una carrareccia. La imboccheremo per compiere il panoramico percorso del “Corno al Bufalo”, l’imponente poggio di roccia serpentina proteso sul torrente Trossa e le sue sorgenti.
Svoltando sulla dx, possiamo decidere di fare il percorso in senso antiorario e lungo una vecchia recinzione percorriamo alcune decine metri fino ad incontrare dei cartelloni esplicativi riguardanti questo itinerario. Effettuando una variante al percorso “dell’anello”, con qualche centinaio di metri in più, ci troveremo affacciati su di una grande e vecchia discarica di minerale, testimonianza dell’attività di estrazione del calcedonio nella zona circostante. Nella discarica possiamo osservare interessanti campioni del prezioso minerale, ma è espressamente vietato asportarne anche minimi campioni.

(I calcedoni di Monterufolino, già descritti nel 1760 dal naturalista Targioni Tozzetti, erano ricercati per la particolarità del loro colore azzurro che veniva definito “fiore di lino”).
Tornati al punto dei cartelloni, continuiamo il nostro percorso, sorpresi dalla bellezza dei panorami e proseguiamo nel versante ovest del Corno al Bufalo, dove avremo modo di osservare la caratteristica vegetazione delle garighe serpentinicole. Tutta la vegetazione della zona forma un insieme di specie piuttosto rare, tipiche di queste rocce inospitali. La mancanza di elementi nutritivi e la presenza di minerali pesanti e tossici contenuti nei substrati del terreno, condiziona la selezione spontanea della vegetazione, dando vita a diversi endemismi, influenzando lo sviluppo e la forma delle piante stesse. Ne modifica le radici, il fusto e le foglie, fino a farle sembrare dei veri e propri bonsai naturali.
Più avanti, troveremo l’incrocio per il sentiero che porta alla sommità del poggio (che per il momento ignoriamo). Andremo così ancora avanti, abbandonando le grigie rocce serpentine per entrare nel fitto di un bosco di lecci. Di lì a poco scorgeremo i ruderi di una vecchia “porcareccia”. (Approf: la porcareccia di Campora)
Continuando la nostra marcia, alterniamo tratti di bosco, a tratti più aperti ed esposti su un pendio assai ripido. Costeggeremo la gola del Botro delle Acque Calde, quindi il torrente Trossa che da qui prende vita. Vere e proprie rupi circondano il torrente che si ricoprono, in primavera di variopinte fioriture, dal giallo dei cuscini di euforbia, all’azzurro delle centauree, ai fiori delicati dei cisti, che fanno parte di un ecosistema di altissima naturalità. Volgendo lo sguardo verso nord in direzione del torrente, ne possiamo ammirare il suggestivo percorso, aggirando i prominenti poggi di gabbro che torreggiano in tutta la vallata.
Mano a mano che ci spostiamo verso il versante settentrionale del Corno al Bufalo, possiamo notare che la Macchia  all'improvviso lascia spazio ad un singolare e prezioso bosco di Rovere, che sopravvive in questo ambiente al limite delle sue caratteristiche ecologiche. Lungo il sentiero non sarà raro riconoscere diverse piante di Alloro (Laurus Nobilis) ed  esemplari di Sorbo Montano (Sorbus Aria). Per goderci ancora di più queste stupende zone panoramiche, che sono  ritenute tra le più apprezzabili della Riserva, ignoriamo l’incrocio sulla nostra dx e percorriamo ancora un tratto nello stesso senso di marcia, fino a trovare un altro bivio che imboccheremo a sx . Aiutati nella salita da  ripide scalette, potremo raggiungere la sommità del poggio o proseguire fino al versante opposto.


Da qui la vista ancor più  sorprendente, si spalanca su un magnifico affaccio da dove si ha modo di osservare la diversificazione della vegetazione della zona, dalla macchia sempre verde, alle garighe, ai boschi di caducifoglie e alle aree rimboschite con conifere. Si possono scorgere nascosti dal verde,  antichi ruderi che testimoniano le attività minerarie della Valle del Linari, fino a notare in lontananza, il crinale imbiancato delle cime appenniniche.
Dopo una doverosa e meritata sosta, che ci ha consentito di ammirare un paesaggio inaspettato e veramente interessante, scendiamo di nuovo per il piccolo sentiero da cui siamo saliti, ritorneremo indietro sul percorso principale fino a incontrare di nuovo l’incrocio (a sx questa volta) che ci condurrà, in continua discesa fino alle rive del torrente Linari, un piacevole corso d’acqua che scorre in fondo alla stretta gola di gabbro, intorno al quale si è sviluppata nella seconda metà del 1800 una discreta attività mineraria. Costeggiando il torrente svoltando sulla dx, è ancora possibile intravedere l’imbocco di un antica galleria scavata nella roccia. (Appr: Fosso Linari e le sue miniere)
Scendiamo ancora lungo il torrente circondato da una fresca vegetazione tipica dei boschi di forra, composta di Ontani neri, Tassi e Alloro. Presteremo attenzione alla confluenza di un altro fosso che incontreremo sulla nostra sx, risalendo il quale per alcune centinaia di metri, si potranno incontrare un po’ più in alto, evidenti ruderi della vecchia attività estrattiva. Risalendo ancora il piccolo corso d’acqua, sarà possibile vedere e fotografare anche una piccola e suggestiva cascatella con un salto di circa 4 metri.
Torniamo dunque indietro per il torrente, cercando di passare di nuovo in prossimità della galleria, per imboccare il sentiero sovrastante, che sale costantemente per circa un chilometro, fino alla strada bianca proveniente da Libbiano. Svoltando a sx percorreremo comodamente la strada ancora per circa 800 metri, fino a trovare una ulteriore deviazione che ci immetterà in una piccola stradina  fino al podere Monterufolino,. Da qui risaliremo di nuovo verso la villa, dove ci aspetta la nostra auto.

 

Questo tracciato è stato ripercorso il 27/11/2016 in occasione di un' escursione ufficiale dell'amico Dario Canaccini (guida escursionistica di Livorno). In quella occasione, grazie all'Amministrazione Comunale di Pomarance, è stato anche possibile visitare e fotografare l'interno della famosa 'Villa delle Cento Stanze'.

 

 CORNO AL BUFALO E LA VALLE DEL LINARI

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